mercoledì 26 agosto 2026

Fondazioni Pierre Carniti e Franco Marini

 

Interi segmenti di storia della Cisl non si possono più ricostruire. Così scrisse nel 2018 il presidente della Fondazione Pastore, Aldo Carera, ricordando che tra le carte del Centro studi di Firenze, depositate presso l’Archivio Mario Romani dell’Università cattolica di Milano, manca il faldone dell’anno scolastico 1956-1957. Di quel corso lungo, cioè, in cui erano presenti allievi sindacalisti destinati a diventare famosi: Pierre Carniti, Mario Colombo, Eraldo Crea e Franco Marini. Anche del corso dell’anno successivo, che vide la partecipazione di Renato Di Marco e Alberto Tridente, non è rimasto nulla. Non è dato sapere se quei faldoni siano stati chiusi in qualche forziere o, come teme Carera, distrutti.

A conservare memoria di figure centrali dell’organizzazione fondata da Giulio Pastore contribuiscono le fondazioni intitolate a due tra i più grandi segretari generali della Cisl che parteciparono a quel corso di cui si sono perse le tracce.

La Fondazione Pierre Carniti ha sviluppato numerose iniziative di cui dà conto nel suo sito internet Fondazione Pierre Carniti E.T.S.

Tra i documenti da gustare fino in fondo il video della cerimonia di conferimento della laurea honoris causa in economia e commercio dalla Università di Parma avvenuta il 27 novembre del 1992.

Non ho trovato invece, se non il testo, il collegamento alla voce Carniti Pierre del Dizionario biografico degli italiani della Treccani scritta da Carlo Felice Casula. Un testo che, salvo una piccola svista riguardante Bruno Storti, riassume con efficacia e precisione non comuni tutta la vita del quarto segretario generale della Cisl.

Primi piccoli ma significativi passi ha compiuto la fondazione intitolata a Franco Marini. Nel suo sito Fondazione Cisl Franco Marini sono presenti libri, articoli e interventi, foto e video. Tra questi ultimi consiglio di vedere il documentario su Franco Marini con il racconto di Paolo Mieli e il filmato della presentazione di un libro di Edizioni Lavoro il 22 aprile 2022 nella sala Zuccari di Palazzo Giustiniani. Da seguire dal primo all’ultimo secondo l’intervento, effettuato a braccio, di Gianni Letta. Ci racconta un giovane Marini sindacalista che incanta e sorprende.

Numerosi i libri e gli scritti di e su Franco Marini scaricabili in formato pdf. Con qualche inesattezza da correggere nelle sintesi introduttive.

Tra i volumi manca una delle opere fondamentali che segna il passaggio del quinto segretario generale della Cisl dal sindacato al partito. Si tratta di La questione sociale a 100 anni dalla Rerum Novarum: riflessioni dal sindacato.


domenica 12 luglio 2026

Sindacato Spa

 

Più di 450 pagine per oltre mezzo chilo di peso. Si presenta così uno degli ultimi libri sul sindacato [Stefano d’Errico, Sindacato Spa: Cgil, Cisl, Uil (e gli altri): Diktat, affari e miracoli della nuova casta, prefazione di Peter Gomez, PaperFirst, Roma 2026, pp. 453, euro 18,50] che affronta di petto i lati oscuri delle organizzazioni sindacali italiane.

Devo confessare, con molta franchezza, che una delle poche cose interessanti che ho apprezzato nel volume è l’accenno di Peter Gomez e dell’autore alla non esistenza in Italia, a differenza di altri Paesi, di una vera cassa sciopero. Di quelle casse di resistenza, cioè, che sono strumenti fondamentali nella gestione di grandi vertenze. Lodevole, anche se tutto da approfondire, il tentativo di conteggiare gli introiti di Cgil, Cisl, Uil & Co. Ammonterebbero, di riffa o di raffa, ad oltre otto miliardi di euro!

Nonostante la simpatia che suscita in me l’autore del libro - che ha contribuito con le sue opere a riscoprire e rivalutare l’originalità dell’anarchico Camillo Berneri e che è segretario nazionale di Cib Unicobas, Confederazione italiana di base che si definisce sindacato di base, libertario ed autogestionario - ritengo che sulla materia siano più incisive, leggibili e meno dispersive altre pubblicazioni che, magari con meno enfasi e meno abbondanza di dati, denunciano le cosiddette storture del sindacato. A partire dal lavoro, ormai un classico sul tema, di Stefano Livadiotti sull’altra casta, abbondantemente citato nelle pagine di d’Errico.

Tra gli altri volumi ho da poco scoperto Fottitutto, il sindacato raccontato da un insider, pubblicato nel 2020, scritto da Salvatore Livorno, un sindacalista morto prematuramente che ha operato prima nella Cgil e poi nella Uil.

Salvatore Livorno, più di d’Errico, col suo racconto induce a riflettere sui rischi di degenerazione dell’esperienza sindacale quando l’interesse personale prende il sopravvento. Una testimonianza lucida, impietosa, che non risparmia nessuno e che tenta di offrire - a mio parere in maniera non del tutto convincente - spunti e proposte per uscire dalla crisi del sindacalismo.


mercoledì 8 luglio 2026

Congresso Uil: le ambizioni di Bombardieri e di Ronzoni

 

La Uil si candida a diventare il primo sindacato italiano! Un obiettivo ambizioso, evocato dal segretario organizzativo Emanuele Ronzoni, a conclusione di un Congresso in cui l’organizzazione guidata da Pierpaolo Bombardieri ha cercato di dimostrare che, almeno dal punto di vista delle idee e delle intuizioni, il traguardo è già stato raggiunto.

Oggi la Uil con 2369780 iscritti (comprensivi di 260045 di seconda affiliazione) è, in termini numerici, il terzo sindacato italiano. Abbastanza staccata dalla Cgil, che viaggia nell’ordine di 5172844 tesserati (dati 2024), e dalla Cisl che vanta 4189433 associati. Eppure, secondo Ronzoni, dati alla mano, il divario può essere colmato. Come? Trasformando in iscritti i voti ottenuti nelle elezioni per le rappresentanze sindacali unitarie. Aggredendo cioè quegli spazi di sindacalizzazione che si sono rivelati confrontando i dati associativi con quelli elettorali. Nel pubblico impiego sarebbe possibile aumentare gli iscritti del 55,9%. Nel settore privato l’incremento potrebbe raggiungere il 93%.

Questo però non sarebbe sufficiente per diventare la prima organizzazione sindacale.

Senza una fortissima crescita di adesioni tra i pensionati - nella Uil sono 573951, nella Cgil 2419020 e nella Cisl 1597001 -  il divario potrebbe sì ridursi ma, a meno di un non prevedibile crollo delle altre organizzazioni, non al punto tale da soddisfare le ambizioni di Ronzoni.


venerdì 3 luglio 2026

Quella lunga marcia della Cisl di Guido Baglioni

 

Considero coraggiosa la scelta della segretaria generale della Cisl di pubblicare questo libro (Guido Baglioni, Una Cisl innovatrice nel complesso dei sindacati in Italia: un racconto, prefazione di Daniela Fumarola, Edizioni lavoro, Roma 2026, pp. XI, 312, euro 23,00) che ad oggi è posseduto solo da cinque delle oltre seimila biblioteche presenti nel Servizio bibliotecario nazionale.

Coraggiosa perché Daniela Fumarola proviene da una regione e da una categoria che non hanno mai guardato con grande simpatia al sociologo bresciano.

Il volume si presenta, rispetto all’edizione del 2011 del Mulino, con tagli e aggiunte che sacrificano, oltre a parte dei riferimenti bibliografici, alcuni ricordi e racconti dell’autore. Le aggiunte hanno un sapore essenzialmente istituzionale, a partire da quella, la più importante, della prefazione della segretaria generale della Cisl. Non rituale, frutto di una lettura attenta del lavoro di Baglioni, capace di cogliere il nesso tra memoria e futuro. Il taglio più significativo è quello relativo (era in una nota a pagina 193 del volume del 2011) a Mario Romani favorevole alla scissione. Una nota, questa, che appariva se non corretta, collocata temporalmente in modo impreciso. Sembra poco credibile che un personaggio del calibro di Romani auspicasse la scissione a poco più di sei mesi dalla celebrazione di un congresso confederale i cui esiti apparivano, come poi fu, molto incerti. Tanto è vero che la cosiddetta minoranza guidata da Scalia già compilava la lista dei segretari confederali.

Alcuni refusi e qualche dimenticanza contribuiscono, a mio parere, a togliere armonia al volume di Baglioni che tuttavia rappresenta quanto c’è di meglio oggi sulla ricostruzione di quella lunga marcia della Cisl che prese il via nel lontano 30 aprile 1950.


mercoledì 10 giugno 2026

I libri di Edgar Morin con Edizioni Lavoro

 

Numerosi giornali hanno dato la notizia della scomparsa, all’età di 104 anni, di Edgar Morin, il grande pensatore francese.

Pochi sanno che Edgar Morin è stato una delle firme più prestigiose di Edizioni Lavoro (El). La casa editrice della Cisl fu tra le prime a tradurre in Italia le opere del sociologo, filosofo, antropologo e epistemologo transalpino. Un intellettuale onnivoro, come lo ha definito Fabio Gambaro.

I libri pubblicati da Edizioni Lavoro nel 1985 e nel 1987 sono Sociologia della sociologia (con introduzione di Alberto Abruzzese) e Sociologia del presente (con prefazione di Giovanni Bechelloni).

Come ha scritto Salvo Leonardi, ricercatore senior alla Fondazione Di Vittorio, ricordando i due titoli, negli anni Ottanta del secolo scorso El pubblicò una serie di volumi veramente straordinari, destinati ad esercitare una grande influenza sulle scienze sociali italiane.

Fra i testi di Morin quelli che ho personalmente più apprezzato sono due: L’uomo e la morte, di cui esistono quattro edizioni e Le lezioni della storia, pubblicato l’anno scorso da Garzanti.


domenica 31 maggio 2026

Il boom virtuale della Uil confederale, quello reale della Uilscuola e il robusto attivo del bilancio Cisl

 

Un boom virtuale della Uil confederale con 2369780 iscritti nel 2025 rispetto ai 2067880 del 2024. Trecentomila tessere in più in un anno sembrano un sogno. Più che un sogno sembrano un errore. Sommando infatti tutti i dati parziali viene fuori un totale di 2109735, cioè 41855 in più del 2024. Il boom reale lo fa invece la Uilscuola che balza dai 106406 tesserati del 2024 ai 139406 del 2025.

Da parte sua la Cisl continua ad accumulare robusti utili di esercizio nei suoi bilanci consuntivi confederali. Quello del 2025 ammonta a 1700912,21 euro.

Da parte della Cgil ancora nessuna notizia. Si può prevedere un buon risultato per quanto riguarda le adesioni, frutto dell’impegno per i referendum abrogativi dell’8 e 9 giugno 2025 che dovrebbe aver pesato non poco sulle risorse della confederazione guidata da Landini.


domenica 19 aprile 2026

Il bilancio della Uil e il tesseramento della Cisl del 2025

 

Due novità caratterizzano il bilancio 2025 della Uil messo in rete nei giorni scorsi.

La prima è l’aver anticipato le due altre grandi confederazioni nella diffusione di un documento che rivela da dove provengono e come sono utilizzate le risorse finanziarie.

La seconda è che, contrariamente a quanto fatto negli ultimi quattro anni, nella pagina da cui è possibile scaricare il documento non viene indicato il reddito fiscalmente imponibile annuo del segretario generale.

Il bilancio Uil si è chiuso con un attivo di 179063 euro.

La Cisl, da parte sua, ha reso noti i dati, distinti per federazioni e per regioni, relativi agli iscritti nel 2025. Il totale degli associati ammonta a 4189433 unità contro 4163327 dell’anno precedente. Il 3 marzo scorso la confederazione di via Po aveva diffuso una nota Crescono gli iscritti alla Cisl: + 42.000 tesserati tra i lavoratori attivi con interessanti considerazioni sull’andamento del tesseramento e sulla sua composizione.