domenica 27 settembre 2026

Quella rete del Cnel e i primi 39 anni di Conquiste del lavoro

 

Non è dato sapere se e come si svilupperà l’iniziativa, realizzata dal Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel), di riunire attorno ad un tavolo fondazioni, archivi, biblioteche, associazioni e istituti impegnati nella conservazione e nella valorizzazione della memoria del lavoro, dell’impresa e della cooperazione, per avviare una rete nazionale dedicata alla salvaguardia e alla divulgazione del patrimonio storico delle relazioni industriali.

Nata da un’idea di Giorgio Benvenuto, presidente della Fondazione Bruno Buozzi, la proposta di costruire un centro motore che raccolga, valorizzi e metta in rete i fondi di tutte le fondazioni che si richiamano al lavoro, datoriali e sindacali, potrebbe offrire alla collettività, a partire dagli studiosi e dalle giovani generazioni, la memoria dell’evoluzione democratica ed economica del Paese.

La prima riunione si è svolta il 23 settembre con la partecipazione di numerose istituzioni. Tra queste le fondazioni intitolate a nomi che hanno segnato profondamente il percorso del movimento sindacale italiano: Bruno Buozzi, Ezio Tarantelli, Achille Grandi, Pierre Carniti, Argentina Altobelli, Giuseppe Di Vittorio, Italo Viglianesi, Giulio Pastore, Massimo D’Antona.

L’auspicio è che il Cnel possa svolgere fino in fondo quel ruolo di sintesi e coordinamento istituzionale che ha portato, in altri momenti della sua vita, a significativi risultati di cui si trova ancora traccia sul suo sito archeologico.

Una piacevole sorpresa ha allietato, nei giorni scorsi, il mondo Cisl: un archivio digitale dove è possibile sfogliare le prime 39 annate di Conquiste del lavoro Facsicoli Conquiste del Lavoro della CISL, il giornale nato come settimanale della Libera Confederazione generale italiana dei lavoratori nel dicembre 1948 diventato poi, a partire dal n. 18 del 7 maggio 1950, settimanale della Cisl.

La raccolta è stata realizzata nell’ambito del progetto Archivi digitali del Novecento, ideato dalla Fondazione Premio Antonio Biondi Fondazione Premio Antonio Biondi | Fondazione terzo settore. Un progetto nato per preservare e rendere accessibili online i documenti che raccontano il profondo cambiamento della vita degli italiani nel corso del secolo passato.

In un editoriale su Panta-Rei PANTA REI l'editoriale, Luigi Canali racconta come e perché siano messi a disposizione online 1494 fascicoli sfogliabili e 83950 file digitalizzati e cosa significhi trasformare un patrimonio documentale in qualcosa di nuovamente accessibile.

Conquiste del lavoro è stato uno degli strumenti più consultati e citati da studenti, storici e ricercatori che hanno analizzato l’evolversi del sistema di relazioni industriali. Le 39 annate consultabili online coprono gli anni dal 1948 fino all’aprile del 1986 quando Conquiste si trasformò in quotidiano.

Nelle annate sfogliabili non sono presenti i vari supplementi a partire da quelli, importantissimi, del giugno 1973 quando Conquiste, in occasione del VII Congresso confederale, avviò l’esperimento del quotidiano dei lavoratori.

Chi volesse consultare tutti i documenti relativi ai primi 39 anni di vita del giornale dovrebbe, come ormai solo pochi in Italia sanno fare, riprendere in mano i sei dvd realizzati più di venti anni fa dalla Cisl e da Conquiste del lavoro srl in collaborazione con la Fondazione Pastore.


mercoledì 26 agosto 2026

Fondazioni Pierre Carniti e Franco Marini

 

Interi segmenti di storia della Cisl non si possono più ricostruire. Così scrisse nel 2018 il presidente della Fondazione Pastore, Aldo Carera, ricordando che tra le carte del Centro studi di Firenze, depositate presso l’Archivio Mario Romani dell’Università cattolica di Milano, manca il faldone dell’anno scolastico 1956-1957. Di quel corso lungo, cioè, in cui erano presenti allievi sindacalisti destinati a diventare famosi: Pierre Carniti, Mario Colombo, Eraldo Crea e Franco Marini. Anche del corso dell’anno successivo, che vide la partecipazione di Renato Di Marco e Alberto Tridente, non è rimasto nulla. Non è dato sapere se quei faldoni siano stati chiusi in qualche forziere o, come teme Carera, distrutti.

A conservare memoria di figure centrali dell’organizzazione fondata da Giulio Pastore contribuiscono le fondazioni intitolate a due tra i più grandi segretari generali della Cisl che parteciparono a quel corso di cui si sono perse le tracce.

La Fondazione Pierre Carniti ha sviluppato numerose iniziative di cui dà conto nel suo sito internet Fondazione Pierre Carniti E.T.S.

Tra i documenti da gustare fino in fondo il video della cerimonia di conferimento della laurea honoris causa in economia e commercio dalla Università di Parma avvenuta il 27 novembre del 1992.

Non ho trovato invece, se non il testo, il collegamento alla voce Carniti Pierre del Dizionario biografico degli italiani della Treccani scritta da Carlo Felice Casula. Un testo che, salvo una piccola svista riguardante Bruno Storti, riassume con efficacia e precisione non comuni tutta la vita del quarto segretario generale della Cisl.

Primi piccoli ma significativi passi ha compiuto la fondazione intitolata a Franco Marini. Nel suo sito Fondazione Cisl Franco Marini sono presenti libri, articoli e interventi, foto e video. Tra questi ultimi consiglio di vedere il documentario su Franco Marini con il racconto di Paolo Mieli e il filmato della presentazione di un libro di Edizioni Lavoro il 22 aprile 2022 nella sala Zuccari di Palazzo Giustiniani. Da seguire dal primo all’ultimo secondo l’intervento, effettuato a braccio, di Gianni Letta. Ci racconta un giovane Marini sindacalista che incanta e sorprende.

Numerosi i libri e gli scritti di e su Franco Marini scaricabili in formato pdf. Con qualche inesattezza da correggere nelle sintesi introduttive.

Tra i volumi manca una delle opere fondamentali che segna il passaggio del quinto segretario generale della Cisl dal sindacato al partito. Si tratta di La questione sociale a 100 anni dalla Rerum Novarum: riflessioni dal sindacato.


domenica 12 luglio 2026

Sindacato Spa

 

Più di 450 pagine per oltre mezzo chilo di peso. Si presenta così uno degli ultimi libri sul sindacato [Stefano d’Errico, Sindacato Spa: Cgil, Cisl, Uil (e gli altri): Diktat, affari e miracoli della nuova casta, prefazione di Peter Gomez, PaperFirst, Roma 2026, pp. 453, euro 18,50] che affronta di petto i lati oscuri delle organizzazioni sindacali italiane.

Devo confessare, con molta franchezza, che una delle poche cose interessanti che ho apprezzato nel volume è l’accenno di Peter Gomez e dell’autore alla non esistenza in Italia, a differenza di altri Paesi, di una vera cassa sciopero. Di quelle casse di resistenza, cioè, che sono strumenti fondamentali nella gestione di grandi vertenze. Lodevole, anche se tutto da approfondire, il tentativo di conteggiare gli introiti di Cgil, Cisl, Uil & Co. Ammonterebbero, di riffa o di raffa, ad oltre otto miliardi di euro!

Nonostante la simpatia che suscita in me l’autore del libro - che ha contribuito con le sue opere a riscoprire e rivalutare l’originalità dell’anarchico Camillo Berneri e che è segretario nazionale di Cib Unicobas, Confederazione italiana di base che si definisce sindacato di base, libertario ed autogestionario - ritengo che sulla materia siano più incisive, leggibili e meno dispersive altre pubblicazioni che, magari con meno enfasi e meno abbondanza di dati, denunciano le cosiddette storture del sindacato. A partire dal lavoro, ormai un classico sul tema, di Stefano Livadiotti sull’altra casta, abbondantemente citato nelle pagine di d’Errico.

Tra gli altri volumi ho da poco scoperto Fottitutto, il sindacato raccontato da un insider, pubblicato nel 2020, scritto da Salvatore Livorno, un sindacalista morto prematuramente che ha operato prima nella Cgil e poi nella Uil.

Salvatore Livorno, più di d’Errico, col suo racconto induce a riflettere sui rischi di degenerazione dell’esperienza sindacale quando l’interesse personale prende il sopravvento. Una testimonianza lucida, impietosa, che non risparmia nessuno e che tenta di offrire - a mio parere in maniera non del tutto convincente - spunti e proposte per uscire dalla crisi del sindacalismo.


mercoledì 8 luglio 2026

Congresso Uil: le ambizioni di Bombardieri e di Ronzoni

 

La Uil si candida a diventare il primo sindacato italiano! Un obiettivo ambizioso, evocato dal segretario organizzativo Emanuele Ronzoni, a conclusione di un Congresso in cui l’organizzazione guidata da Pierpaolo Bombardieri ha cercato di dimostrare che, almeno dal punto di vista delle idee e delle intuizioni, il traguardo è già stato raggiunto.

Oggi la Uil con 2369780 iscritti (comprensivi di 260045 di seconda affiliazione) è, in termini numerici, il terzo sindacato italiano. Abbastanza staccata dalla Cgil, che viaggia nell’ordine di 5172844 tesserati (dati 2024), e dalla Cisl che vanta 4189433 associati. Eppure, secondo Ronzoni, dati alla mano, il divario può essere colmato. Come? Trasformando in iscritti i voti ottenuti nelle elezioni per le rappresentanze sindacali unitarie. Aggredendo cioè quegli spazi di sindacalizzazione che si sono rivelati confrontando i dati associativi con quelli elettorali. Nel pubblico impiego sarebbe possibile aumentare gli iscritti del 55,9%. Nel settore privato l’incremento potrebbe raggiungere il 93%.

Questo però non sarebbe sufficiente per diventare la prima organizzazione sindacale.

Senza una fortissima crescita di adesioni tra i pensionati - nella Uil sono 573951, nella Cgil 2419020 e nella Cisl 1597001 -  il divario potrebbe sì ridursi ma, a meno di un non prevedibile crollo delle altre organizzazioni, non al punto tale da soddisfare le ambizioni di Ronzoni.


venerdì 3 luglio 2026

Quella lunga marcia della Cisl di Guido Baglioni

 

Considero coraggiosa la scelta della segretaria generale della Cisl di pubblicare questo libro (Guido Baglioni, Una Cisl innovatrice nel complesso dei sindacati in Italia: un racconto, prefazione di Daniela Fumarola, Edizioni lavoro, Roma 2026, pp. XI, 312, euro 23,00) che ad oggi è posseduto solo da cinque delle oltre seimila biblioteche presenti nel Servizio bibliotecario nazionale.

Coraggiosa perché Daniela Fumarola proviene da una regione e da una categoria che non hanno mai guardato con grande simpatia al sociologo bresciano.

Il volume si presenta, rispetto all’edizione del 2011 del Mulino, con tagli e aggiunte che sacrificano, oltre a parte dei riferimenti bibliografici, alcuni ricordi e racconti dell’autore. Le aggiunte hanno un sapore essenzialmente istituzionale, a partire da quella, la più importante, della prefazione della segretaria generale della Cisl. Non rituale, frutto di una lettura attenta del lavoro di Baglioni, capace di cogliere il nesso tra memoria e futuro. Il taglio più significativo è quello relativo (era in una nota a pagina 193 del volume del 2011) a Mario Romani favorevole alla scissione. Una nota, questa, che appariva se non corretta, collocata temporalmente in modo impreciso. Sembra poco credibile che un personaggio del calibro di Romani auspicasse la scissione a poco più di sei mesi dalla celebrazione di un congresso confederale i cui esiti apparivano, come poi fu, molto incerti. Tanto è vero che la cosiddetta minoranza guidata da Scalia già compilava la lista dei segretari confederali.

Alcuni refusi e qualche dimenticanza contribuiscono, a mio parere, a togliere armonia al volume di Baglioni che tuttavia rappresenta quanto c’è di meglio oggi sulla ricostruzione di quella lunga marcia della Cisl che prese il via nel lontano 30 aprile 1950.


mercoledì 10 giugno 2026

I libri di Edgar Morin con Edizioni Lavoro

 

Numerosi giornali hanno dato la notizia della scomparsa, all’età di 104 anni, di Edgar Morin, il grande pensatore francese.

Pochi sanno che Edgar Morin è stato una delle firme più prestigiose di Edizioni Lavoro (El). La casa editrice della Cisl fu tra le prime a tradurre in Italia le opere del sociologo, filosofo, antropologo e epistemologo transalpino. Un intellettuale onnivoro, come lo ha definito Fabio Gambaro.

I libri pubblicati da Edizioni Lavoro nel 1985 e nel 1987 sono Sociologia della sociologia (con introduzione di Alberto Abruzzese) e Sociologia del presente (con prefazione di Giovanni Bechelloni).

Come ha scritto Salvo Leonardi, ricercatore senior alla Fondazione Di Vittorio, ricordando i due titoli, negli anni Ottanta del secolo scorso El pubblicò una serie di volumi veramente straordinari, destinati ad esercitare una grande influenza sulle scienze sociali italiane.

Fra i testi di Morin quelli che ho personalmente più apprezzato sono due: L’uomo e la morte, di cui esistono quattro edizioni e Le lezioni della storia, pubblicato l’anno scorso da Garzanti.


domenica 31 maggio 2026

Il boom virtuale della Uil confederale, quello reale della Uilscuola e il robusto attivo del bilancio Cisl

 

Un boom virtuale della Uil confederale con 2369780 iscritti nel 2025 rispetto ai 2067880 del 2024. Trecentomila tessere in più in un anno sembrano un sogno. Più che un sogno sembrano un errore. Sommando infatti tutti i dati parziali viene fuori un totale di 2109735, cioè 41855 in più del 2024. Il boom reale lo fa invece la Uilscuola che balza dai 106406 tesserati del 2024 ai 139406 del 2025.

Da parte sua la Cisl continua ad accumulare robusti utili di esercizio nei suoi bilanci consuntivi confederali. Quello del 2025 ammonta a 1700912,21 euro.

Da parte della Cgil ancora nessuna notizia. Si può prevedere un buon risultato per quanto riguarda le adesioni, frutto dell’impegno per i referendum abrogativi dell’8 e 9 giugno 2025 che dovrebbe aver pesato non poco sulle risorse della confederazione guidata da Landini.