domenica 12 luglio 2026

Sindacato Spa

 

Più di 450 pagine per oltre mezzo chilo di peso. Si presenta così uno degli ultimi libri sul sindacato [Stefano d’Errico, Sindacato Spa: Cgil, Cisl, Uil (e gli altri): Diktat, affari e miracoli della nuova casta, prefazione di Peter Gomez, PaperFirst, Roma 2026, pp. 453, euro 18,50] che affronta di petto i lati oscuri delle organizzazioni sindacali italiane.

Devo confessare, con molta franchezza, che una delle poche cose interessanti che ho apprezzato nel volume è l’accenno di Peter Gomez e dell’autore alla non esistenza in Italia, a differenza di altri Paesi, di una vera cassa sciopero. Di quelle casse di resistenza, cioè, che sono strumenti fondamentali nella gestione di grandi vertenze. Lodevole, anche se tutto da approfondire, il tentativo di conteggiare gli introiti di Cgil, Cisl, Uil & Co. Ammonterebbero, di riffa o di raffa, ad oltre otto miliardi di euro!

Nonostante la simpatia che suscita in me l’autore del libro - che ha contribuito con le sue opere a riscoprire e rivalutare l’originalità dell’anarchico Camillo Berneri e che è segretario nazionale di Cib Unicobas, Confederazione italiana di base che si definisce sindacato di base, libertario ed autogestionario - ritengo che sulla materia siano più incisive, leggibili e meno dispersive altre pubblicazioni che, magari con meno enfasi e meno abbondanza di dati, denunciano le cosiddette storture del sindacato. A partire dal lavoro, ormai un classico sul tema, di Stefano Livadiotti sull’altra casta, abbondantemente citato nelle pagine di d’Errico.

Tra gli altri volumi ho da poco scoperto Fottitutto, il sindacato raccontato da un insider, pubblicato nel 2020, scritto da Salvatore Livorno, un sindacalista morto prematuramente che ha operato prima nella Cgil e poi nella Uil.

Salvatore Livorno, più di d’Errico, col suo racconto induce a riflettere sui rischi di degenerazione dell’esperienza sindacale quando l’interesse personale prende il sopravvento. Una testimonianza lucida, impietosa, che non risparmia nessuno e che tenta di offrire - a mio parere in maniera non del tutto convincente - spunti e proposte per uscire dalla crisi del sindacalismo.


mercoledì 8 luglio 2026

Congresso Uil: le ambizioni di Bombardieri e di Ronzoni

 

La Uil si candida a diventare il primo sindacato italiano! Un obiettivo ambizioso, evocato dal segretario organizzativo Emanuele Ronzoni, a conclusione di un Congresso in cui l’organizzazione guidata da Pierpaolo Bombardieri ha cercato di dimostrare che, almeno dal punto di vista delle idee e delle intuizioni, il traguardo è già stato raggiunto.

Oggi la Uil con 2369780 iscritti (comprensivi di 260045 di seconda affiliazione) è, in termini numerici, il terzo sindacato italiano. Abbastanza staccata dalla Cgil, che viaggia nell’ordine di 5172844 tesserati (dati 2024), e dalla Cisl che vanta 4189433 associati. Eppure, secondo Ronzoni, dati alla mano, il divario può essere colmato. Come? Trasformando in iscritti i voti ottenuti nelle elezioni per le rappresentanze sindacali unitarie. Aggredendo cioè quegli spazi di sindacalizzazione che si sono rivelati confrontando i dati associativi con quelli elettorali. Nel pubblico impiego sarebbe possibile aumentare gli iscritti del 55,9%. Nel settore privato l’incremento potrebbe raggiungere il 93%.

Questo però non sarebbe sufficiente per diventare la prima organizzazione sindacale.

Senza una fortissima crescita di adesioni tra i pensionati - nella Uil sono 573951, nella Cgil 2419020 e nella Cisl 1597001 -  il divario potrebbe sì ridursi ma, a meno di un non prevedibile crollo delle altre organizzazioni, non al punto tale da soddisfare le ambizioni di Ronzoni.


venerdì 3 luglio 2026

Quella lunga marcia della Cisl di Guido Baglioni

 

Considero coraggiosa la scelta della segretaria generale della Cisl di pubblicare questo libro (Guido Baglioni, Una Cisl innovatrice nel complesso dei sindacati in Italia: un racconto, prefazione di Daniela Fumarola, Edizioni lavoro, Roma 2026, pp. XI, 312, euro 23,00) che ad oggi è posseduto solo da cinque delle oltre seimila biblioteche presenti nel Servizio bibliotecario nazionale.

Coraggiosa perché Daniela Fumarola proviene da una regione e da una categoria che non hanno mai guardato con grande simpatia al sociologo bresciano.

Il volume si presenta, rispetto all’edizione del 2011 del Mulino, con tagli e aggiunte che sacrificano, oltre a parte dei riferimenti bibliografici, alcuni ricordi e racconti dell’autore. Le aggiunte hanno un sapore essenzialmente istituzionale, a partire da quella, la più importante, della prefazione della segretaria generale della Cisl. Non rituale, frutto di una lettura attenta del lavoro di Baglioni, capace di cogliere il nesso tra memoria e futuro. Il taglio più significativo è quello relativo (era in una nota a pagina 193 del volume del 2011) a Mario Romani favorevole alla scissione. Una nota, questa, che appariva se non corretta, collocata temporalmente in modo impreciso. Sembra poco credibile che un personaggio del calibro di Romani auspicasse la scissione a poco più di sei mesi dalla celebrazione di un congresso confederale i cui esiti apparivano, come poi fu, molto incerti. Tanto è vero che la cosiddetta minoranza guidata da Scalia già compilava la lista dei segretari confederali.

Alcuni refusi e qualche dimenticanza contribuiscono, a mio parere, a togliere armonia al volume di Baglioni che tuttavia rappresenta quanto c’è di meglio oggi sulla ricostruzione di quella lunga marcia della Cisl che prese il via nel lontano 30 aprile 1950.


mercoledì 10 giugno 2026

I libri di Edgar Morin con Edizioni Lavoro

 

Numerosi giornali hanno dato la notizia della scomparsa, all’età di 104 anni, di Edgar Morin, il grande pensatore francese.

Pochi sanno che Edgar Morin è stato una delle firme più prestigiose di Edizioni Lavoro (El). La casa editrice della Cisl fu tra le prime a tradurre in Italia le opere del sociologo, filosofo, antropologo e epistemologo transalpino. Un intellettuale onnivoro, come lo ha definito Fabio Gambaro.

I libri pubblicati da Edizioni Lavoro nel 1985 e nel 1987 sono Sociologia della sociologia (con introduzione di Alberto Abruzzese) e Sociologia del presente (con prefazione di Giovanni Bechelloni).

Come ha scritto Salvo Leonardi, ricercatore senior alla Fondazione Di Vittorio, ricordando i due titoli, negli anni Ottanta del secolo scorso El pubblicò una serie di volumi veramente straordinari, destinati ad esercitare una grande influenza sulle scienze sociali italiane.

Fra i testi di Morin quelli che ho personalmente più apprezzato sono due: L’uomo e la morte, di cui esistono quattro edizioni e Le lezioni della storia, pubblicato l’anno scorso da Garzanti.


domenica 31 maggio 2026

Il boom virtuale della Uil confederale, quello reale della Uilscuola e il robusto attivo del bilancio Cisl

 

Un boom virtuale della Uil confederale con 2369780 iscritti nel 2025 rispetto ai 2067880 del 2024. Trecentomila tessere in più in un anno sembrano un sogno. Più che un sogno sembrano un errore. Sommando infatti tutti i dati parziali viene fuori un totale di 2109735, cioè 41855 in più del 2024. Il boom reale lo fa invece la Uilscuola che balza dai 106406 tesserati del 2024 ai 139406 del 2025.

Da parte sua la Cisl continua ad accumulare robusti utili di esercizio nei suoi bilanci consuntivi confederali. Quello del 2025 ammonta a 1700912,21 euro.

Da parte della Cgil ancora nessuna notizia. Si può prevedere un buon risultato per quanto riguarda le adesioni, frutto dell’impegno per i referendum abrogativi dell’8 e 9 giugno 2025 che dovrebbe aver pesato non poco sulle risorse della confederazione guidata da Landini.


domenica 19 aprile 2026

Il bilancio della Uil e il tesseramento della Cisl del 2025

 

Due novità caratterizzano il bilancio 2025 della Uil messo in rete nei giorni scorsi.

La prima è l’aver anticipato le due altre grandi confederazioni nella diffusione di un documento che rivela da dove provengono e come sono utilizzate le risorse finanziarie.

La seconda è che, contrariamente a quanto fatto negli ultimi quattro anni, nella pagina da cui è possibile scaricare il documento non viene indicato il reddito fiscalmente imponibile annuo del segretario generale.

Il bilancio Uil si è chiuso con un attivo di 179063 euro.

La Cisl, da parte sua, ha reso noti i dati, distinti per federazioni e per regioni, relativi agli iscritti nel 2025. Il totale degli associati ammonta a 4189433 unità contro 4163327 dell’anno precedente. Il 3 marzo scorso la confederazione di via Po aveva diffuso una nota Crescono gli iscritti alla Cisl: + 42.000 tesserati tra i lavoratori attivi con interessanti considerazioni sull’andamento del tesseramento e sulla sua composizione.


lunedì 6 aprile 2026

La Giorgia di Italo Bocchino

 

Sembrava destinato a scalare i primi posti della classifica dei libri più venduti. In fondo Giorgia Meloni è, assieme al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, l’italiana vivente più conosciuta in Italia e nel mondo. Anche chi non l’apprezza può trovare in questo libro (Italo Bocchino, Giorgia la figlia del popolo: perché Meloni piace agli italiani, Solferino, Milano 2026, pp. 203, euro 17,00) notizie inedite sul percorso compiuto dalla premier per raggiungere un consenso apparentemente inarrestabile.

L’idea di candidare Giorgia Meloni, nel congresso di Viterbo del 27 e 28 marzo del 2004 che l’elesse presidente di Azione giovani, venne fuori quasi come una provocazione “…immaginando, rivela Fabio Rampelli a Bocchino, che il movimento erede del neofascismo potesse avere come capo, anziché qualcuno di incravattato o un reduce degli anni Settanta, una ragazzetta con gli occhi verdi, una biondina autoironica e sbarazzina”. All’epoca erano quattro le correnti del mondo giovanile di destra. La più forte era quella dei seguaci di Pino Rauti guidati da Gianni Alemanno che aveva puntato prima su Nicola Calderone e poi su Carlo Fidanza.

La vittoria del centrodestra alle elezioni del 2022, oltre a cambiare il modello imperante nella politica italiana ha cambiato anche la vita di Italo Bocchino. Lo rivela lui stesso raccontando come, a causa di una stampante rotta e di un articolo su la Repubblica, dopo dieci anni di panchina è diventato l’opinionista di destra più presente nei talk show televisivi.

L’ammirazione per Giorgia Meloni lo spinge ad affermare che se il berlusconismo è durato quasi trent’anni, il melonismo si candida a durare altrettanto. Con differenze che giocano tutte a favore della presidente del Consiglio. “In questo libro, scrive nelle conclusioni Bocchino, ho cercato di descrivere, e di mostrare in essere, le caratteristiche che costituiscono il ‘melonismo’: amore per la Patria, rigore, postura etica, onestà, stile di vita quasi monacale, odore di popolo e distanza siderale da poteri forti e inciuci”.

Per il futuro Bocchino non ha dubbi: la leader della destra italiana potrà senza dubbio governare a lungo la nostra Nazione, ma riuscirà anche a concorrere per la leadership europea.

La frase finale del volume è ancora più decisa:” Per risollevare le sorti dell’Unione Europea, ci vorrebbe un leader forte, in grado di rianimarla riconnettendola ai milioni di cittadini che oggi si sentono delusi e non rappresentati; una persona che abbia dimostrato di avere le idee chiare sull’identità, una fedeltà costante ai valori, una connessione solida e duratura col popolo. Quella persona è Giorgia Meloni”.

Non manca nel libro un riferimento ai sindacati e agli errori della sinistra. Tra questi l’abolizione della scala mobile nel 1992 “quel fantastico meccanismo della contingenza che adeguava all’inflazione gli stipendi e i salari, con la contrarietà sia del Pci, che con Berlinguer aveva tuonato sin dal 1984 contro questa insana misura, sia del Msi. Gli aumenti sono stati delegati alle contrattazioni tra categorie e sindacati, che o non sono state condotte per le pretese troppo esose dei sindacati o si sono fatte sulla pelle dei dipendenti…”.

I libri su Giorgia Meloni, sulla destra e sul principale partito al governo sono aumentati e cresceranno ancora. A mio parere tra quelli sinora usciti il più gradevole da leggere è Giorgia on my mind: le parole della leader della destra italiana di Claudio Sabelli Fioretti; il più interessante è Le tre età della fiamma: da Giorgio Almirante a Giorgia Meloni di Marco Tarchi.