Per il secondo anno consecutivo il Censis, nelle
ultime righe del capitolo su Lavoro,
professionalità, rappresentanze del Rapporto
sulla situazione sociale del Paese, esprime brevi considerazioni sugli
iscritti ai sindacati confederali quasi a voler commentare, come mai era
accaduto in tutti i precedenti rapporti, la consueta tabella che riporta i dati
degli associati a Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Una tabella che, probabilmente, pochi
conoscono, a partire da Sabino Cassese secondo cui i sindacati hanno come
iscritti più pensionati che lavoratori. Non sono da meno ministri o
sottosegretari, o autorevoli giornalisti come Mario Giordano (secondo il quale
nel 2024 gli iscritti alla Cgil erano 5172844 di cui oltre tre milioni di
pensionati) o Antonio Polito che in prima pagina sul Corriere della sera ebbe a
scrivere, riferendosi senza citarla esplicitamente alla Cgil, del “sindacato
dei lavoratori dipendenti (in maggioranza pensionati)”.
Anche il segretario generale della Cgil, per la
verità, qualche volta non appare molto rigoroso. Come quando afferma che la
Cgil è il primo sindacato nel pubblico e nel privato. Questo è vero se si
guarda ai numeri dichiarati dalle rispettive organizzazioni sindacali e ai voti
riportati nelle elezioni per il rinnovo delle rsu nel pubblico impiego svoltesi
nell’aprile scorso. Tutt’altra musica, invece, per quanto riguarda i dati
associativi. Secondo i dati certificati dall’Aran la Cisl, con 340980 deleghe,
precede la Cgil (305005 deleghe) e la Uil (244634).
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