sabato 31 ottobre 2026

Le stranezze della Cgil

 

L’episodio della sparizione di Susanna Camusso dalla foto della stretta di mano tra Landini e Lula sembra confermare che le stranezze in casa Cgil sono lontane dall’esaurirsi.

Un attento osservatore dei siti della più grande confederazione sindacale italiana avrebbe già notato che, alla data del 31 ottobre 2026, non sono ancora stati pubblicati - a differenza di quanto avvenuto per Cisl e Uil - i dati degli iscritti e il bilancio confederale del 2025.

Non solo. Altre significative e apparentemente inspiegabili cancellazioni hanno caratterizzato il bilancio 2025 della Fiom, la federazione dei metalmeccanici e Futura editrice, la casa editrice della Cgil.

Il bilancio consuntivo 2025, cinquanta pagine di grande interesse che spiegano come e di cosa vive una grande federazione sindacale, ha oscurato le quattro pagine della relazione della società di revisione. Una relazione che è presente per la prima volta nel bilancio della Fiom nazionale.

Tra tante stranezze la più strana è la scomparsa, dal catalogo della casa editrice, di un volume pubblicato l’anno scorso. Si tratta di un testo di oltre quattrocento pagine intitolato Le regole della Cgil, una sorta di vademecum sui valori fondativi e le norme che regolano il funzionamento del sindacato: statuto, regolamento, delibere, codice etico e quant’altro.

Che fine abbiano fatto le copie stampate non è dato sapere.

Quello che è certo è che solo due biblioteche in Italia hanno dichiarato di possedere il libro. Sono entrambe della Cgil. Una a Bergamo, l’altra a Pesaro.


2 commenti:

giovanni graziani ha detto...

E che dire della stranezza di affermare di avere 120 anni di storia, nonostante il primo congresso sia del 1947?
https://storie.cgilmodena.it/risorse/storia-della-organizzazione/congressi-della-cgil-nazionale-dal-1944/

enrico giacinto ha detto...

Su questo c'era stata una civile polemica in occasione del centenario con interventi, se non ricordo male, anche di autorevoli studiosi di area Cisl. D'altra parte ogni organizzazione la sua storia se la scrive e se la racconta come meglio crede...