Considero coraggiosa la scelta della segretaria
generale della Cisl di pubblicare questo libro (Guido Baglioni, Una Cisl innovatrice
nel complesso dei sindacati in Italia: un racconto, prefazione di Daniela
Fumarola, Edizioni lavoro, Roma 2026, pp. XI, 312, euro 23,00) che ad oggi è
posseduto solo da cinque delle oltre seimila biblioteche presenti nel Servizio
bibliotecario nazionale.
Coraggiosa perché Daniela Fumarola proviene da una
regione e da una categoria che non hanno mai guardato con grande simpatia al
sociologo bresciano.
Il volume si presenta, rispetto all’edizione del
2011 del Mulino, con tagli e aggiunte che sacrificano, oltre a parte dei
riferimenti bibliografici, alcuni ricordi e racconti dell’autore. Le aggiunte
hanno un sapore essenzialmente istituzionale, a partire da quella, la più
importante, della prefazione della segretaria generale della Cisl. Non rituale,
frutto di una lettura attenta del lavoro di Baglioni, capace di cogliere il
nesso tra memoria e futuro. Il taglio più significativo è quello relativo (era in
una nota a pagina 193 del volume del 2011) a Mario Romani favorevole alla
scissione. Una nota, questa, che appariva se non corretta, collocata
temporalmente in modo impreciso. Sembra poco credibile che un personaggio del
calibro di Romani auspicasse la scissione a poco più di sei mesi dalla celebrazione
di un congresso confederale i cui esiti apparivano, come poi fu, molto incerti.
Tanto è vero che la cosiddetta minoranza guidata da Scalia già compilava la
lista dei segretari confederali.
Alcuni refusi e qualche dimenticanza contribuiscono,
a mio parere, a togliere armonia al volume di Baglioni che tuttavia rappresenta
quanto c’è di meglio oggi sulla ricostruzione di quella lunga marcia della Cisl
che prese il via nel lontano 30 aprile 1950.
Nessun commento:
Posta un commento