venerdì 3 luglio 2026

Quella lunga marcia della Cisl di Guido Baglioni

 

Considero coraggiosa la scelta della segretaria generale della Cisl di pubblicare questo libro (Guido Baglioni, Una Cisl innovatrice nel complesso dei sindacati in Italia: un racconto, prefazione di Daniela Fumarola, Edizioni lavoro, Roma 2026, pp. XI, 312, euro 23,00) che ad oggi è posseduto solo da cinque delle oltre seimila biblioteche presenti nel Servizio bibliotecario nazionale.

Coraggiosa perché Daniela Fumarola proviene da una regione e da una categoria che non hanno mai guardato con grande simpatia al sociologo bresciano.

Il volume si presenta, rispetto all’edizione del 2011 del Mulino, con tagli e aggiunte che sacrificano, oltre a parte dei riferimenti bibliografici, alcuni ricordi e racconti dell’autore. Le aggiunte hanno un sapore essenzialmente istituzionale, a partire da quella, la più importante, della prefazione della segretaria generale della Cisl. Non rituale, frutto di una lettura attenta del lavoro di Baglioni, capace di cogliere il nesso tra memoria e futuro. Il taglio più significativo è quello relativo (era in una nota a pagina 193 del volume del 2011) a Mario Romani favorevole alla scissione. Una nota, questa, che appariva se non corretta, collocata temporalmente in modo impreciso. Sembra poco credibile che un personaggio del calibro di Romani auspicasse la scissione a poco più di sei mesi dalla celebrazione di un congresso confederale i cui esiti apparivano, come poi fu, molto incerti. Tanto è vero che la cosiddetta minoranza guidata da Scalia già compilava la lista dei segretari confederali.

Alcuni refusi e qualche dimenticanza contribuiscono, a mio parere, a togliere armonia al volume di Baglioni che tuttavia rappresenta quanto c’è di meglio oggi sulla ricostruzione di quella lunga marcia della Cisl che prese il via nel lontano 30 aprile 1950.


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