Sembrava destinato a scalare i primi posti della
classifica dei libri più venduti. In fondo Giorgia Meloni è, assieme al
presidente della Repubblica Sergio Mattarella, l’italiana vivente più
conosciuta in Italia e nel mondo. Anche chi non l’apprezza può trovare in
questo libro (Italo Bocchino, Giorgia la figlia del popolo: perché Meloni piace
agli italiani, Solferino, Milano 2026, pp. 203, euro 17,00) notizie inedite sul
percorso compiuto dalla premier per raggiungere un consenso apparentemente
inarrestabile.
L’idea di candidare Giorgia Meloni, nel congresso di
Viterbo del 27 e 28 marzo del 2004 che l’elesse presidente di Azione giovani,
venne fuori quasi come una provocazione “…immaginando, rivela Fabio Rampelli a
Bocchino, che il movimento erede del neofascismo potesse avere come capo,
anziché qualcuno di incravattato o un reduce degli anni Settanta, una
ragazzetta con gli occhi verdi, una biondina autoironica e sbarazzina”. All’epoca
erano quattro le correnti del mondo giovanile di destra. La più forte era
quella dei seguaci di Pino Rauti guidati da Gianni Alemanno che aveva puntato
prima su Nicola Calderone e poi su Carlo Fidanza.
La vittoria del centrodestra alle elezioni del 2022,
oltre a cambiare il modello imperante nella politica italiana ha cambiato anche
la vita di Italo Bocchino. Lo rivela lui stesso raccontando come, a causa di
una stampante rotta e di un articolo su la Repubblica, dopo dieci anni di
panchina è diventato l’opinionista di destra più presente nei talk show
televisivi.
L’ammirazione per Giorgia Meloni lo spinge ad
affermare che se il berlusconismo è durato quasi trent’anni, il melonismo si
candida a durare altrettanto. Con differenze che giocano tutte a favore della
presidente del Consiglio. “In questo libro, scrive nelle conclusioni Bocchino,
ho cercato di descrivere, e di mostrare in essere, le caratteristiche che
costituiscono il ‘melonismo’: amore per la Patria, rigore, postura etica,
onestà, stile di vita quasi monacale, odore di popolo e distanza siderale da
poteri forti e inciuci”.
Per il futuro Bocchino non ha dubbi: la leader della
destra italiana potrà senza dubbio governare a lungo la nostra Nazione, ma
riuscirà anche a concorrere per la leadership europea.
La frase finale del volume è ancora più decisa:” Per
risollevare le sorti dell’Unione Europea, ci vorrebbe un leader forte, in grado
di rianimarla riconnettendola ai milioni di cittadini che oggi si sentono
delusi e non rappresentati; una persona che abbia dimostrato di avere le idee
chiare sull’identità, una fedeltà costante ai valori, una connessione solida e
duratura col popolo. Quella persona è Giorgia Meloni”.
Non manca nel libro un riferimento ai sindacati e
agli errori della sinistra. Tra questi l’abolizione della scala mobile nel 1992
“quel fantastico meccanismo della contingenza che adeguava all’inflazione gli
stipendi e i salari, con la contrarietà sia del Pci, che con Berlinguer aveva
tuonato sin dal 1984 contro questa insana misura, sia del Msi. Gli aumenti sono
stati delegati alle contrattazioni tra categorie e sindacati, che o non sono
state condotte per le pretese troppo esose dei sindacati o si sono fatte sulla
pelle dei dipendenti…”.
I libri su Giorgia Meloni, sulla destra e sul principale
partito al governo sono aumentati e cresceranno ancora. A mio parere tra quelli
sinora usciti il più gradevole da leggere è Giorgia
on my mind: le parole della leader della destra italiana di Claudio Sabelli
Fioretti; il più interessante è Le tre
età della fiamma: da Giorgio Almirante a Giorgia Meloni di Marco Tarchi.
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